Rai: L’Impero di Vetro tra Promesse e Realtà

Quando il servizio pubblico diventa un gioco di potere e gli artisti emergenti danno voce alla protesta.

Torino 24 Agosto 2023

Sommario: Nell’intricato mondo televisivo italiano, la Rai – acclamata come il servizio pubblico che dovrebbe unire, informare e intrattenere – sembra avere intrapreso una strada tutta sua, dimenticando la sua promessa di autenticità e imparzialità. L’amore di un tempo per la Rai si è lentamente trasformato in un sentimento più amaro, un mix stridente di adorazione e frustrazione. Lasciateci guidarvi attraverso questa storia di opportunità mancate, di talento represso e di una lotta eroica per rivendicare ciò che è giusto.

C’era un’epoca in cui la Rai risplendeva come faro culturale, illuminando gli angoli nascosti del paese con documentari pregevoli e spettacoli indimenticabili. “Studio 1” popolato da talenti del calibro di Mina, le Gemelle Kessler e Don Lurio. Ma il tempo ha portato nuovi canali e nuovi volti, mentre tre diverse edizioni dei telegiornali sembravano cantare tutti la stessa melodia. In mezzo a questo tumulto, la vera essenza del servizio pubblico è stata confusa, e l’ombra del dubbio ha iniziato a insinuarsi.

Mentre i politici sembrano utilizzare la Rai come palcoscenico per i loro giochi di potere, è essenziale ricordare che questo è un servizio pubblico. Un canone viene pagato dai cittadini con la promessa che essi ricevano in cambio un’informazione veritiera e accesso a cultura di qualità. Ma è diventato un triste spettacolo, con programmi di bassa qualità e festival canori che sfidano il buon gusto. Il recente scandalo del Festival di Sanremo, dove la politica è stata invitata a danzare tra le note, ha dimostrato quanto la vera missione della Rai sia stata distorta.

Gli artisti, custodi dell’arte e dei sogni, alzano la loro voce di protesta. L’uso sprezzante dei fondi pubblici in eventi di dubbia rilevanza fa infuriare coloro che credono nella bellezza e nella cultura. Ciò che colpisce è l’ineguaglianza nella distribuzione dei finanziamenti: alcuni artisti ricevono ingenti somme, mentre altri sono costretti a fare la fame. Ecco allora emergere la richiesta di dare spazio a nuove voci, di dare opportunità a coloro che non ne hanno ancora avute.

Nel contesto di questa ribellione, la nostra storia si fa sentire. Deejay Coco, artista con una disabilità, decide di sfidare lo status quo. Attraverso la sua musica e la sua voce, cerca di rompere le barriere dell’Impero di Vetro della Rai.

E fu così che un giorno di settembre, lo scorso anno, “Coco” decise di impartire una sonora lezione alla Rai. Era giunto il momento di fare un regalo speciale a sé stesso: una cassa amplificata da 400 watt. Proprio in Via Verdi, a Torino, il luogo dove 40 anni prima aveva imparato le prime lezioni da Iginio Bonazzi, Coco iniziò a intonare una canzone dedicata a quell’istituzione: “W LA RAI”.

Alle finestre si affollarono i Giornalisti e come da tradizione, le riprese video iniziarono a catturare ogni attimo. Lo spettacolo è terminato con un colpo di scena. La polizia fece la sua entrata, ponendo fine all’impetuoso concerto di Coco che però non si lasciò scoraggiare; la sua determinazione rimase intatta. Decise di intraprendere un’azione ancora più audace: entrare nella sede della Rai per lasciare i propri recapiti, sperando in un’intervista. Ma il destino aveva altri piani. Gli uscieri, impenetrabili come i guardiani dell’ultimo impero, si frapposero fra lui e la sua missione. Gli risposero con freddezza che la loro incombenza era impedire l’accesso a individui come lui.

In questa dicotomia, si staglia la storia di W la Rai, una canzone diretta che denuncia le distorsioni della televisione moderna e critica la categoria dei giornalisti. Negli ultimi anni, molti di loro sembrano essersi piegati ai compromessi, aspettando riconoscimenti, aumenti di stipendio e bonus in cambio di un silenzio compiacente e di articoli che distraggono dalla verità.

W la Rai” ora fa parte dello spettacolo “Festival Radio Libere“. Con questo evento, che celebra la libertà di espressione e sostiene i portatori di handicap, Coco farà la sua entrata trionfante al Lido di Savio Village l’8 settembre. Uno spettacolo che promette energia, umorismo e un inno alle voci nuove e giovani. Fra gli artisti che parteciperanno, spicca Althea, giovane Friulana che ha spopolato in radio con il suo singolo “Baudelaire“. Ironia vuole che conduca un programma per i nuovi talenti musicali proprio su Rai 1 FVG e Coco notato il suo straordinario talento la voluta al suo fianco come conduttrice un paradosso😉

In ogni caso questa iniezione di vitalità potrebbe segnare un nuovo inizio per la Rai. L’opportunità di rinnovarsi e contemporaneamente di offrire spazio alle nuove leve del panorama artistico. Come il protagonista di questa storia, molti vedono la Rai come un “Impero di Vetro”, citando il buon Iginio Bonazzi, un uomo interno Rai che conosceva bene il cuore dell’azienda, questa linfa vitale potrebbe rivitalizzare la Rai. Senza di essa, il rischio è che l’azienda, come un sovrano senza seguito, possa perdere la sua autorità. Deejay con “W la Rai“, con la sua autenticità e impegno, vuole sperare che un servizio pubblico che sia veramente “super partner”, onesto e plurale e nuovo inizio sia possibile.

Il movimento artistico W L’Italia si batterà sempre per una Rai più equa e solidale, e per la nostra cultura. Insieme, intoniamo in coro dai monti del Tirolo a Pinerolo: “W La Rai”, che non mente mai!

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