Dalle strade di Milano verso il successo nazionale. Una resurrezione artistica e morale pronta a influenzare il Paese

Milano, Italia – Trent’anni fa, un giovane DJ di nome Coco scrisse un rap dal titolo “Datemi un lavoro”, esprimendo la sua frustrazione per la mancanza di opportunità nel mondo della musica. Nel 1996, finalmente ebbe l’opportunità di lavorare presso Radio Italia Vera, una famosa emittente milanese nazionale, dove ebbe modo di incontrare il grande Tullio De Piscopo. Questo incontro sarebbe stato determinante per la sua carriera, poiché De Piscopo rimase colpito dalle sue capacità di rap e gli chiese di scrivere un intero album per lui.

La coincidenza più straordinaria accadde dopo che Tullio decise di incidere proprio quel pezzo intitolato “Datemi un lavoro”. Nel 2015, infatti la storia raccontata nella canzone si materializzò in una realtà di cronaca che portò Coco dietro le sbarre. Anche in carcere, la passione per la musica e la scrittura non abbandonò mai Coco, che continuò a scrivere testi e a lavorare sulla sua musica.

Quando venne finalmente rilasciato, Coco era sia fisicamente che emotivamente distrutto. Tuttavia, invece di lasciarsi travolgere dalla disperazione, decise che la sua vita doveva essere dedicata a coloro che lottano per sopravvivere e perseguire i propri sogni, sia nella musica che nella ricerca di un’Italia migliore. Coco desiderava un Paese dove il merito e le capacità professionali venissero riconosciute, dove il talento fosse premiato e la giustizia sociale fosse una realtà concreta.

Da allora, Coco ha custodito gelosamente i suoi progetti musicali sul suo hard disk, accumulando idee e melodie per tre decenni. Adesso è pronto a svelare al mondo una grande sorpresa: la sigla dello show televisivo “Festival Radio Libere”, un evento che porta gli artisti emergenti in televisione accanto a grandi nomi della musica italiana. Un vero e proprio spettacolo intergenerazionale, pensato per intrattenere tutta la famiglia e affrontare con ironia i paradossi italiani.

Attraverso gag brillanti e allegre, Coco utilizzerà il suo passato e la politica come espediente per creare uno show innovativo. Questo festival ha un significato molto più profondo, rappresentando la salvaguardia del pluralismo dell’informazione, la libertà di stampa e di opinione. E sebbene le radio libere siano diventate prevalentemente digitali, l’obiettivo di questo evento è far sentire la loro voce fuori dal coro, affascinando il pubblico con la musica e l’esperienza di un vero maestro della radio.

Il progetto televisivo è attualmente in valutazione da parte di Canale Italia, ma è sato proposto anche a Mediaset. Potrebbe dunque esserci un clamoroso ritorno su Italia 1, dove Coco (all’epoca noto come Lazzaro Coco) era la voce di “Rock a Mezzanotte” insieme a Paolo Dini nel 1992. L’emittente, tradizionalmente orientata verso il pubblico musicale, si è sempre mostrata aperta al mondo dei giovani appassionati di musica.

Coco non cerca più solo un sogno, ma vive ormai in una solida realtà. La sinergia tra Coco e Canale Italia, con il supporto della loro radio, potrebbe essere la combinazione vincente che tutti si aspettano. La linea editoriale dell’emittente sposa i temi scottanti che affliggono il paese, e questo potrebbe rappresentare una grande opportunità.

Ma ciò che conta davvero sia per Coco che per tutti gli artisti che hanno aderito al Festival delle Radio Libere, è che quest’evento abbia successo e venga trasmesso in televisione. Coco non chiede cachet, ma solo la possibilità di realizzare uno spettacolo emozionante, che col passare del tempo possa diventare il degno antagonista del Festival di Sanremo, sempre più afflitto da una crisi di idee e identità.

Il Festival delle Radio Libere si propone di presentare un vivace mix di musica e talento, offrendo una piattaforma che permette ai veri talenti emergenti di esibirsi senza dover pagare. Questo è un segnale di apertura verso quegli artisti che spesso faticano ad emergere nella scena musicale italiana, soprattutto a causa di un sistema che tende ad affidarsi solo ai nomi già affermati.

La storia di Coco è un esempio di resistenza e di rinascita. Dopo anni di gavetta, è finalmente arrivato il momento per lui di brillare. Coco, alias Lazzaro il resuscitato, è pronto a portare avanti la sua missione di ispirare gli altri artisti e, soprattutto, il pubblico. La sua storia dimostra che le istituzioni possono essere assenti, ma l’impegno e la volontà di perseguire i propri sogni possono portare a una vera e propria rinascita, sia artistica che morale.

In un’Italia in cui la musica e la cultura sono spesso trascurate, Coco rappresenta una speranza, offrendo uno show che promuove il talento e la giustizia sociale. Sarà un’occasione per sottolineare l’importanza delle radio libere, che con il loro spirito anticonformista e indipendente, possono ancora rivoluzionare e influenzare il panorama musicale.

Dj Coco non ha intenzione di fermarsi qui, con la sua opera e il suo impegno vuole contribuire a un’Italia migliore, dove l’arte e il merito siano valorizzati e la voce dei giovani talenti abbia finalmente l’opportunità di emergere. Con una storia coinvolgente e sensazionale come la sua, Coco si sta preparando per una resurrezione artistica e morale pronta ad influenzare il Paese.

Coco e Tullio De Piscopo nel 1996 e una foto d'epoca di Radio Koala nata nel 1975 in cui si intravede il primo disco di Lazzaro Coco e l'album di Pupo con cui fece alcune memorabili serate in Puglia.

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